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Al momento il documentario è in fase di ultimazione: la nostra trattazione si occuperà anche dell’ultimo episodio di questa epopea, vale a dire,l’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra. Per questo motivo abbiamo
preferito posticipare la data di pubblicazione di qualche settimana.
I costi totali di produzione al momento si aggirano intorno ai 4.000 €.
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Ascanio Celestini & "Una montagna di balle"
"UNA MONTAGNA DI BALLE" is coming...
"una montagna di balle" - trailer
Finalmente il titolo finale:
"UNA MONTAGNA DI BALLE"
e il trailer... godetevelo!!
e prenotate una copia sul sito di
Prossima uscita:
documentario_ digitale_ colore (2009)- 60 min (disponibile versione inglese)
una produzione di insu^tv
da un'idea di Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano
con la voce narrante di Ascanio Celestini
con le musiche di Marco Messina
regia di Nicola Angrisano
Sinossi:
Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la cosidetta "emergenza rifiuti Campana" per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di "gestione straordinaria". Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dell'Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta. L'assalto ai fondi pubblici, le zone d'ombra della democrazia, il boicottaggio della "differenziata", le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se "vivere in emergenza",fosse solo una strategia per accumulare profitti!?
"Una montagna di balle" è un autoproduzione, puoi aiutare a finanziarla prenotando la tua copia in dvd su: produzioni dal basso
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Il documentario sarà comunque riproducibile liberamente, anche dal punto di vista legale, perchè siamo contro il copyright. Ti chiediamo però di prenotare una copia al costo di 7 euri per sostenere economicamente e politicamente quest'autoproduzione! Il pagamento avverrà alla consegna del Dvd.
Wasting naples_[english version]
Wasting Naples
- A journey into the world of waste and corruption in the Campania region-
Documentary, digital, colour, 2009, 60 min.,
[available in English]
produced by Insu^tv
Concept: Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano
Narrated by Ascanio Celestini
Music by Marco Messina
Directed by Nicola Angrisano
Release date: April 2009
Wasting Naples explores the garbage crisis in Southern Italy, revealing how the actions of some powerful groups are turning areas of "the global South" into illegal dumping grounds.
Synopsis: Where does the waste of the Campania region end up? From 2003 to 2009, a group of Neapolitan videomakers documented the so-called waste crisis to reveal the mechanisms, identify the players, and expose those responsible for fifteen years of mis-management – a charade costing billions of euros and initiating several on-going legal suits. The film also documents the local communities striving for change, who denounce the looting of public funds, the sabotage of recycling policies, collusions with the “ecomafia”, and the grey areas of Italian democracy.
Il soggetto di "Una montagna di balle"
L’idea di realizzare un prodotto audio-visivo sul tema dei rifiuti nasce prima di tutto da una forte esigenza di comunicazione proveniente dalla nostra stessa esperienza di attivisti ambientalisti, rispetto ad una vicenda fin troppo descritta da osservatori "esterni". La seconda spinta è la forte determinazione al riscatto di un pezzo di società che in questi anni si è auto-organizzata per elaborare delle controproposte alle scelte scellerate della speculazione economico-ambientale, e che per contro non si è vista per niente “rappresentata” e leggittimata. La sovraesposizione mediatica globale del caso Campania, si è mossa sostanzialmente su due temi, il primo che definiscono “nuovo”, ovverosia quello dello sversamento illeggittimo dei rifiuti nocivi e industriali sulla direttrice nord-sud, e il secondo quello relativo alle responsabilità politiche e alle connivenze con l'imprenditoria speculativa, quindi il caso dell’Impregilo sull’inceneritore di Acerra e il processo ad esso connesso con il rilevante ruolo di Bassolino. In entrambi i casi però manca una visione di prospettiva: il cancro sembra esploso all'improvviso senza segni premonitori, senza altre responsabilità oltre quelle delle figure maggiormente coinvolte e soprattutto senza possibili rimedi che non siano all'interno delle scelte già fatte e degli interessi economici "da tutelare".
Ci sono stati lavori anche molto significativi nei quali però resta un deficit rilevante rispetto al ruolo della soggettività sociale, nella sua complessità, nelle sue contraddizioni, ma anche in quello spirito di rivolta e di difesa della terra sempre diffamato come "particolarismo del no" e che invece molto spesso ha riscattato la dignità delle popolazioni campane.
Alcune approssimative analisi antropologiche e sociali hanno ridotto i campani a una via di mezzo tra ultrà manipolati da mafie piccole e grandi e contadini inconsapevoli.
Parallelamente si opera una rimozione della grande emergenza che accompagna e sostiene quella ambientale: l'emergenza democratica, l'esproprio organizzato di potere decisionale alle popolazioni.
Poco o nulla, infatti, è stato approfondito sui dispositivi e sulle logiche emergenziali dei commissariamenti che in Campania durano da circa 30 anni o sulle strategie da Shock economy con la quale si cerca di governare i processi azzittendo la gente. Così non si capisce perchè malgrado la crisi tutto resta in piedi nutrendosi della crisi stessa: dalla capacità di regolamentare ancora oggi l’ingresso di rifiuti speciali in Campania (diretti presso una sedicente industria di smaltimento che non c’è), allo straordinario rilancio della lobby inceneritorista che punta a capitalizzare la crisi, all'incredibile riabilitazione di FIBE. Restano così al di fuori di ogni tentativo di trasparenza le deroghe ai piani regolatori fantasma che hanno consentito immissione di danaro pubblico per bonifiche mai realizzate, l’indotto economico connesso alle discariche esistenti sottoforma di produzione di energia elettrica privata, o la quantificazione del valore di borsa delle stesse eco-balle della Fibe. Mentre la crisi deflagra da mesi su tutti i circuiti mediatici nazionali e internazionali, e "interventi straordinari" si sovrappongono a "interventi straordinari", ancora oggi la Campania analizza i campioni per l’isolamento delle tetra-diossine in laboratori distanti quasi mille chilometri e non ha un solo impianto di compostaggio funzionante in tutta la regione.
Ci muove la voglia di ricostruire la visione di una prospettiva alternativa al disastro, perchè se ne apprezzi la profondità e l'esigenza di un cambiamento molto più radicale di quello che si limita a togliere temporaneamente i sacchetti dalle strade.
Infine, ci anima l'impulso di non perdere il patrimonio culturale che il dopoguerra aveva lasciato al mezzogiorno d’Italia, quando non era consentito “rifiutare” e gettar via un bel niente, ma il riciclo era quotidianità familiare, connesso alle piccole storie di chi oggi con i cosiddetti rifiuti ci sopravvive.
Passando per un’ analisi etimologica e semantica della parola “rifiuto”, la confrontato con altre culture nel tentativo di spiegare che in Campania misuriamo il precipizio di una questione globale sui consumi e la sostenibilità di un modello.
(leggi anche APPROFONDIMENTI)
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Ecco la locandina di "Una montagna di balle"
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